in

FORMAZIONE PROFESSIONALE: Test d’italiano e corsi obbligatori per gli studenti stranieri

Informare e formare! 

Meccanico, cuoco, estetista, cameriere… Sono tanti gli sbocchi dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale, ma per arrivarci, in Lombardia, gli studenti stranieri dovranno superare un ostacolo in più: un test di italiano. 

alt

A volerne l’introduzione è stata la Lega Nord durante la discussione della legge “Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia”. Il testo è stato approvata ieri dal Consiglio Regionale, dove il partito di Salvini è il più rappresentato.

Un emendamento del leghista Massimiliano Romeo, riformulato dall’assessore all’istruzione Valentina Aprea, prevede che “le istituzioni formative verifichino mediante test la conoscenza della lingua italiana da parte di cittadini stranieri che accedono per la prima volta al sistema educativo e formativo  lombardo”.

Nel caso di verifica di un insufficiente livello di conoscenza della lingua, le istituzioni formative assicurano interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, secondo modalità definite dalla Giunta, al fine di consentire un regolare svolgimento dell’attività didattica”. In pratica i ragazzi stranieri, per continuare la formazione professionale, dovranno frequentare dei corsi di italiano.

L’immigrato che non conosce l’italiano non può seguire i corsi correttamente, ma soprattutto arreca un grosso danno, rallentando o addirittura bloccando l’apprendimento degli studenti, italiani e non, che invece conoscono la lingua” ha spiegato il capogruppo leghista Fabio Rolfi. “Chi dimostrera’ di non saper la lingua sarà obbligato a impararla. La vera e unica integrazione è quella muscolare, e passa dall’imporre a chi vuole rimanere sul nostro territorio regole precise a cui attenersi”.

 Stranieriinitalia.it

TASSA SUI PERMESSI DI SOGGIORNO: Partono le richieste di risarcimento degli immigrati

BURKINA FASO: Après coup d’état – La justice gèle les avoirs des putschistes