Africains de la diaspora - Africa Nouvelles

I camerunensi: ‘primi della classe’ negli atenei e pionieri in ambito imprenditoriale.

Il Camerun è un paese bilingue (francese e inglese) dell’Africa centrale con una popolazione di circa 20 milioni di abitanti. Chiamato anche ‘triangolo nazionale’ per la sua forma geografica, questo paese si contraddistingue da sempre per la sua tradizione intellettuale, con un tasso di alfabetizzazione che si aggira intorno a 80% (tra le più alte percentuali del continente) secondo i dati dell’Unicef.

L’interesse per lo studio da parte dei camerunensi sembra non essere calato neanche quando a causa della crisi economica che colpì duramente il paese negli anni Novanta il governo decise di sospendere la gratuità dell’iscrizione nelle università statali e buona parte delle borse di studio per gli studenti. Tuttavia, nello stesso periodo, si assisté ad un boom migratorio degli studenti verso l’Occidente, dovuto probabilmente al sistema universitario locale sempre più carente.

Prima di questa ondata migratoria, già all’indomani dell’indipendenza, la Francia e la Gran Bretagna in particolare, in quanto ex paesi colonizzatori, iniziarono ad accogliere un flusso regolare, ma molto ridotto all’inizio, dei camerunensi (di solito nell’ambito della formazione accademica e/o professionale in vista dell’inserimento di un personale qualificato nella funzione pubblica di questo paese africano). Forte dei vantaggi logistici (borse di studio, residenze universitarie, etc.) e accademici (qualità della didattica, opportunità di lavoro dopo gli studi, etc.) del suo sistema universitario, l’Italia, dopo la Germania, ed esclusi i due ex paesi colonizzatori, è probabilmente il paese europeo che ha attratto il più gran numero di camerunensi in Europa nell’ultimo ventennio. 

Secondo il 21° Dossier Statistico Immigrazione curato dalla Fondazione Migrantes e la Caritas italiana, il Camerun è il:

43° paese in Italia con il maggior numero di residenti;

1° paese dell’Africa centrale e meridionale dal punto di vista demografico.

Nel 2011, si contavano 10.324 camerunensi in Italia, tra cui 4.865 femmine e 5.459 maschi, ossia il 0,22 % della popolazione straniera in Italia.

La maggior parte dei camerunensi (oltre 97%) è concentrata nelle regioni del Centro-Nord. Le province italiane con il più gran numero di immigrati di questo paese sono rispettivamente:

● Torino (699);

● Perugia (677);

● Padova (644);

● Roma (605);

● Bologna (599)

● Milano (597).

La regione camerunense da cui proviene il maggior numero degli immigrati è quella occidentale che attira  circa il 70% del totale. In questa regione è presente l’etnia bamiléké, conosciuta in tutto il paese, oltre alla sua devozione per il commercio, anche per la sua dedizione allo studio e alla ricerca.

Le prime cinque tipologie di visto rilasciate dall’Ambasciata italiana in Camerun nel 2010 sono:

● turismo (632);

● studio (482);

● affari (403);

● ricongiungimento familiare (269);

● lavoro (132).

Ma le tipologie che influenzano maggiormente l’assetto socio-linguistico italiano sono lo studio, il ricongiungimento familiare e il lavoro perché garantiscono un radicamento duraturo sul territorio attraverso progetti migratori a medio o lungo termine.Al di là di questi dati demografici, molto modesti rispetto ad altri paesi, la forza dell’immigrazione camerunense risiede a livello accademico. Come si può osservare in tutti paesi del mondo dove sono presenti, anche in Italia i camerunensi si contraddistinguono dalla loro integrazione intellettuale.

 

Dopo due decenni d’immigrazione, l’Ambasciata d’Italia in Camerun ha rilasciato circa 4.000 visti di studio. Accanto a questo numero, è utile considerare anche i camerunensi che vengono da altri paesi o che pure arrivando dal Camerun con un altro tipo di visto decidono di studiare in Italia.

In base a questa tendenza, si osserva che circa il 70% dei camerunensi in Italia è studente o è arrivato per motivo di studio. Con una percentuale del 3,9% sul totale degli studenti stranieri  in Italia, il Camerun si colloca alla quinta posizione dei paesi demograficamente più importanti dietro all’Albania, la Cina, la Romania e la Grecia.

Se questi paesi devono il loro primato alla vicinanza geografica, all’appartenenza all’UE, e agli scambi culturali (il caso specifico della Cina), la distanza geografica tra l’Italia e il Camerun così come l’assenza di Accordo di cooperazione culturale tra i due paesi rivelano che la presenza degli studenti camerunensi in Italia deriva da una scelta consapevole e motivata dalla radicata e duratura tradizione intellettuale che accompagna il Camerun da diversi decenni e che lo colloca oggi tra i paesi stranieri con il maggior numero di laureati nelle università italiane.

Dal 2003 al 2009, come rileva il Dossier Statistico Immigrazione 2011,  il numero dei laureati camerunensi in Italia si aggirava intorno a 1.250 unità. E nel 2009, 4,7% dei laureati stranieri erano di origine camerunense. Le principali università italiane frequentate dai camerunensi erano rispettivamente:

Politecnico di Torino (219 iscritti, con una percentuale di 6,7% sul totale);

Università di Parma (213 iscritti, con una percentuale di 15,3% sul totale);

Università di Bologna (205 iscritti, con una percentuale di 4,3% sul totale);

Università di Modena-Reggio Emilia (171 iscritti, con una percentuale di 18% sul totale);

Università di Torino (162 iscritti, con una percentuale di 5,1% sul totale).

Dall’anno accademico 2003-2004 all’anno accademico 2010-2011, gli ambiti di studio che hanno interessato i camerunensi erano rispettivamente:

Medicina (604 studenti);

Scienze economiche e bancarie (516);

Ingegneria dell’informazione (458);

Scienze infermieristiche (380);

Scienze farmaceutiche (186);

Ingegneria industriale (177).

Durante lo stesso periodo, l’immigrazione intellettuale camerunense ha prodotto 388 ingegneri, 222 esperti in economia, 192 medici, 47 farmacisti, numerosi esperti in comunicazione, in mediazione linguistica e culturale e in ben altri settori.

E’ utile osservare che l’integrazione dei camerunensi nella società italiana è agevolata dalla forte diffusione della lingua italiana in Camerun e dalla presenza delle certificazioni di  italiano come lingua straniera che consente loro di accedere direttamente nelle università italiane senza seguire un altro percorso linguistico. Il Camerun è in questo senso l’unico paese africano con le 4 certificazioni di italiano come lingua straniera (CELI, Università per Stranieri di Perugia; CILS, Università per Stranieri di Siena; IT, Università di Roma 3; PLIDA, Società Dante Alighieri) e il paese africano con il maggior numero di candidati a questi esami di certificazione.

Dopo il loro percorso accademico, i camerunensi s’investono nel sistema professionale italiano, anche se secondo un’indagine condotta recentemente presso la comunità universitaria camerunense e illustrata nel già citato Dossier Statistico Immigrazione 2011, si osserva che una piccola percentuale vorrebbe proseguire gli studi altrove (principalmente in Canada o negli USA).

Per chi decide di rimanere in Italia i settori di interesse sono ripartiti come segue:
il terziario, il settore di predilezione, che coinvolge 77% dei camerunensi. La salute, l’informatica, le telecomunicazioni, la banca e le finanze sono le principali aree di interesse. A queste si può aggiungere
il turismo (ristorazione, alberghiero) e il trasporto;
il secondario, con meno di 1/5° dei camerunensi;
il primario che coinvolge solo 2,5% dei camerunensi.

Nel 2009, si contavano 274 imprenditori camerunensi in Italia. Molti di questi sono anche pionieri nei loro settori. Ricordiamo ad esempio che le prime banche per immigrati in Italia sono state create grazie allo spirito di innovazione e di creatività dei camerunensi:
il ‘patriarca’ Otto Bitjoka, imprenditore e primo banchiere extracomunitario nella storia del credito italiano, è l’attuale vice presidente di ‘Extra Banca’;
il medico gastroenterologo Francis Nzepa Sietchiping, titolare di un master in Business administration alla Bocconi di Milano, è l’ideatore della ‘Banca Etica’ della diaspora africana;
la prima radio multietnica in Italia (Radio Asterisco) fu creata da due giornalisti camerunensi: Raymond Dassi e Faustin Akafack;
Genéviève Makaping, scrittrice e docente universitaria, è dal suo canto la prima giornalista immigrata a dirigere un quotidiano italiano (La Provincia consentina).

Questi risultati accademici e professionali così come questo investimento sul territorio italiano hanno anche degli effetti sullo sviluppo socio-economico e culturale del Camerun. Possiamo osservare tali ricadute ad esempio attraverso le rimesse, effettuate tramite gli istituti di credito (meno del 2% rispetto al totale delle rimesse verso tutta l’Africa), e tramite i canali informali. Ad esse si aggiungono anche i doni materiali, i progetti di cooperazione in vari settori (salute, educazione, sociale, ecc.).

Nell’ambito della già citata indagine, effettuata su un campione di 50 informanti, tra studenti e studenti-lavoratori, selezionati in base al sesso, al tipo di corso, all’anno di studio e al tempo di permanenza in Italia, il 40% degli intervistati è pronto a tornare in Camerun dopo il percorso accademico, anche se la data precisa non viene indicata.

Tutto lascia pensare, però, che questi intendono tornare in Camerun solo quando avranno delle garanzie  sociali solide e una situazione economica stabile che consentono loro di inserirsi nel sistema camerunense, eventualmente con la possibilità di investirsi con le loro attività imprenditoriali. Idea, questa, che consentirebbe loro di proporre liberamente l’esperienza maturata in Italia. In attesa del ritorno definitivo, molti lavoratori contribuiscono allo sviluppo del paese attraverso progetti seguiti a distanza o attraverso viaggi frequenti in Camerun.

Oltre allo studio, alla competenza plurilinguistica e alle posizioni professionali apicali, la linea di demarcazione dell’immigrazione camerunense in Italia si fonda anche sull’associazionismo. La diversità geolinguistica e socioculturale che caratterizza questo paese, chiamato per l’appunto 'Africa in miniatura', porta i suoi figli ad organizzarsi in diverse tipologie di associazioni (studentesche, professionali, culturali, sportive, per città di residenza in Italia, per villaggi o regioni di provenienza in Camerun, ecc.).

Le attività dell’ 'Associazione Haut Nkam' di Perugia, dell’ 'Associazione Baleveng di Padova', dell’ 'Associazione degli studenti camerunensi di Milano' sono, insieme all’ 'Associazione dei farmacisti camerunensi d’Italia' e al grande lavoro di mediazione linguistica e culturale del ‘decano’  Ndjock Ngana Yogo a Roma, solo alcuni esempi di quanto la comunità camerunense riesca ad integrarsi nel sistema-Italia e nello stesso tempo ad essere utile per il suo paese.

Dal punto di vista politico, i camerunensi hanno a cuore l’attività politica del loro paese e lo dimostrano sia attraverso le discussioni calde che animano le loro associazioni e i loro incontri informali sia partecipando alle consultazioni elettorali indette nel paese. In questo senso, nonostante il forte clima di astenzione diffuso sia nel paese sia nelle comunità della diaspora in tutto il mondo, gli immigrati camerunensi hanno avuto la possibilità di votare in Italia durante le ultime elezioni di ottobre 2011 per scegliere il loro presidente della repubblica. Riguardo all’attività politica italiana, i camerunensi naturalizzati italiani, dal momento in cui non è ancora riconosciuto il diritto di voto e di rappresentanza politica agli immigrati, sono ugualmente implicati nella vita pubblica e politica delle città in qui vivono.

L’esempio emblematico è legato all’impegno del già citato Raymond Dassi, oggi Assessore alla qualità dell’integrazione presso il comune di San Lazzaro di Savena nella provincia di Bologna. Il ‘principe delle montagne Baloum’ (villagio della regione dell’Ovest del Camerun da cui è originario Raymond Dassi), come gli piace essere chiamato, è competente per varie funzioni quali, la cooperazione internazionale, la partecipazione, le politiche dell'integrazione, i progetti web, i sistemi informatici e il volontariato.

E’ opportuno segnalare che Dassi è il primo assessore di origine straniero in tutta l’Emilia Romagna, assieme a Youssef Salmi di origine marocchina. Ma i camerunensi di tutta Italia sono orgogliosi di considerarlo simbolicamente come il loro portavoce nella politica italiana, anche se si deve occupare dei problemi di tutti gli immigrati e degli italiani.

E’ opportuno aggiungere che anche il calcio è un vero ‘ambasciatore’ del Camerun in Italia. Sono tre i fattori che hanno agevolato tale situazione:

l’immagine di questo paese è, infatti, rimasta 'incisa' nel cuore degli italiani anche grazie ai mondiali del 1982 in Spagna dove l’Italia, prima di vincere la coppa, pareggiò appunto con il Camerun nella fase a gironi;

grazie ai mondiali del 1990 in Italia e alla bella prestazione dei Leoni Indomabili del Camerun, arrivati fino ai quarti di finali (la prima squadra africana nella storia), oggi provenire dal Camerun significa in modo metonimico per gli italiani appartenere al paese di Roger Milla e di Thomas Nkono, due leggende del calcio camerunense;

la recente ed impressionante esperienza calcistica di Samuel Eto’o in Italia ha ulteriormente ravvicinato gli italiani dai camerunensi.

Se la questione della fuga dei cervelli continua a fare scorrere fiumi d’inchiostro, l’immigrazione camerunense in Italia, seppur molto contenuta dal punto di vista demografico anche se per il Camerun costituisce un 'brain brain' importante, nel dare il suo contributo in Italia e nell’essere un valore aggiunto, è una dimostrazione di quanto non debba essere la presenza massiccia degli immigrati, attraverso le sue ricadute negative nelle dinamiche sociali quali la paura e la diffidenza, a ‘fare la notizia’.

Come per gli altri immigrati, l’immigrazione camerunense costituisce una risorsa non solo per l’apporto economico, ma soprattutto per la ricchezza plurima che favorisce il plurilinguismo e l’internazionalizzazione in Italia, con il nuovo assetto sociale che ne deriva. In un contesto italiano dove sembra ancora primeggiare la valenza emergenziale del fenomeno migratorio in riferimento alle cosiddette  ‘cinque P’ dei lavori affidati agli immigrati (precari, pericolosi, poco pagati, pesanti, penalizzati) l’esempio del ‘modello camerunense' d’integrazione appena illustrato può essere interpretato come une chiave di lettura valida per altre comunità immigrate in Italia.

Raymond Siebetcheu Y.

Esperto in comunicazione interculturale

 

Aux racines de la beauté noire! 

Pour cette première édition des Nappy Days organisée à Paris, le jury devait désigner les jeunes femmes les plus emblématiques de la beauté noire et métissée, symbolisée notamment par le port d’une chevelure afro naturelle*. 

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Pour cette première édition des Nappy Days organisée à Paris, le jury devait désigner les jeunes femmes les plus emblématiques de la beauté noire et métissée, symbolisée notamment par le port d’une chevelure afro naturelle*. A l’issue d’une soirée festive et élégante, les 10 membres du jury, parmi lesquels Princesse Erika, l’actrice Firmine Richard, Chrystèle Saint Louis Augustin, le célèbre top model, Lucien Jean Baptiste, le comédien, Jacob Desvarieux, un des fondateurs du groupe Kassav, la Princesse Esther Kamatari, une des ambassadrices de Guerlain, la bloggeuse Aude Saint Louis Augustin et Mbathio Beye, Miss Black France 2012, ont désigné Océane Lebubura, ambassadrice de la beauté Nappy.

La jeune fille mêlant origines congolaise et française a devancé d’une courte tête sa première dauphine, la camerounaise Armelle Mbiahe Ndjée, et sa deuxième dauphine, Vanessa Blondo, originaire de la Guadeloupe.

La nouvelle Miss et Armelle, sa première dauphine, représenteront pendant 12 mois la beauté Nappy, par leur participation active aux événements français et internationaux en lien avec la diversité culturelle et la beauté.

Une de leurs étapes sera un voyage aux Etats-Unis pour assister à un Natural Hair Show. Elles incarneront le mouvement Nappy auprès d’un nombre croissant de femmes faisant le choix d’une beauté noire, fière et naturelle.

Le mouvement Nappy est né aux Etats Unis dans la communauté noire, et condense les mots "Natural" et "Happy".

Organisé par Valérie Bonnefons et son équipe, l’événement Nappy Days a réuni plus de 500 visiteurs. La prochaine édition est prévue pour l’automne 2016 et devrait être encore plus festive et haute en boucles. 

Tous fiers! 

Les  immigrés de la Ville de Foggia ont élu cette dynamique sœur burundaise comme Conseillère adjointe au Conseil Municipal. 

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Les  immigrés de la Ville de Foggia ont élu cette dynamique sœur burundaise comme Conseillère adjointe au Conseil Municipal. Au total, c'étaient 243 votants, immigrés ressortissants du monde entier, qui ont animé le scrutin pour l'élection du conseiller adjoint au Conseil Municipal de la Ville de Foggia.

"Notre objectif est que le prochain maire de Foggia et le prochain Conseil Municipal puissent tenir compte de cette demande de représentation", déclare la nouvelle conseillère adjointe burundaise Carine Bizimana.

Le premier à se présenter à 09h30 aux urnes, tout de suite après  l'ouverture du siège, ce, fut un jeune tunisien. Après lui, 242 autres immigrés se sont rendus à l'Hôtel de Ville de Foggia pour élire leur représentant "virtuel" au Conseil Municipal.

La 9ème "Journée Interethnique - Fête des Peuples", organisée par les Frères de la Gare et de nombreuses associations engagées dans le monde de l'immigration, a été caractérisée par un moment très participé et soutenu d'échanges et de demande de représentation.

Il y avait au total 3 femmes candidates à l'élection Conseiller municipal adjoint de la Ville de Foggia:

◙ Anelya Genova (Bulgarie);

◙ Mihaela Iliescu Romanie;

◙ Carine Bizimana (Burundi).

La candidate burundaise Carine Bizimana a obtenu 150 préférences, suivie par Anelya Gênes avec 70 et Mihaela Iliescu avec 20. Il y a eu 2 fiches blanches insérées dans l'urne et 1 vote nul.

Au total, ce sont 243 votants, dont 169 hommes et 74 femmes, qui ont envahi le scrutin aménagé qui avait été aménagé à l'Hôtel de Ville de Foggia.

Il y avait de nombreuses nationalités: Sénégal, Cameroun, Bulgarie, Roumanie, Maroc, Mali, Moldave, Argentine, Iraq, Allemagne, Gambie, Colombie, Tunisie, Ghana, Afghanistan, Bangladesh, Niger, Algérie, Pakistan, Nigeria, Guinée, Biélorussie, Ukraine, Burundi, Syrie, Pologne, Kenya, Macédoine.

«Ce qui a été organisé est un acte symbolique, mais notre objectif est que le prochain maire de Foggia et le prochain Conseil Municipal puissent tenir compte de cette demande de représentation manifestée par les immigrés  qui vivent à Foggia. Nous voulons être la voix des immigrés, être un pont entre les institutions et les communautés des différents peuples, faire d'intermédiaires en cas d'éventuels conflits, valoriser les richesses et les potentialités des immigrés» a déclaré Carine Bizimana, au cours de la proclamation officielle des résultats du scrutin.

Le prochain passage sera donc de demander au nouveau maire de Foggia d'institutionnaliser le  Conseiller municipal  adjoint pour les immigrés ou, en alternative, donner vie au Conseil Municipal des Immigrés.

 Ce qui est certain, c'est que le premier acte que nous poserons sera de remettre aux autorités la pétition à travers laquelle les Italiens et les Immigrés demandent d'intituler la résidence fictive à l'Etat civil pour les personnes "sans demeure fixe" (SDF) de la Ville de Foggia, à Lassina Coulibaly, un frère immigré qui, pendant plus d'une vingtaine d'années, a mis à disposition des étrangers du territoire ses connaissances, son engagement, investissant ses compétences acquises sur le terrain. 

Miss...ion possible! 

La jeune miss de 15 ans, insultée sur le web, après avoir été nommée la plus belle de sa ville, a déclaré: «Je suis Livournaise, qui n'y croit pas a une mentalité dépassée".

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En effet, Chioma Ukwu est livournaise. Elle a 15 ans, elle est première de sa classe et elle est dotée d'une beauté qui lui a fait décrocher le titre de Miss Livorno, le concours de beauté de sa ville.

Le choix du jury, n'a cependant pas plu aux racistes habituels, qui ont rempli Facebook de protestations et insultes. Sur le mur du quotidien "La Nazione" par exemple, on pouvait lire des commentaires comme: «C'est pas une livournaise!", "Sale négresse!", "Museau noir!",  "Je me demande combien elle pue".

Ou encore des argumentations du genre: "C'est une saloperie cette histoire de Miss Livorno de couleur. On est en Italie. L'Italie aux Italiens et tachons de ne pas libéraliser les choses avec une telle facilité".

Il s'agit toutefois d'une minorité. Beaucoup d'autres usagers de Facebook ont émoussé les racistes défendant la miss, qui a reçu le geste de solidarité du maire Nogarin: "Ce grave épisode ne représente pas Livourne, une ville qui a toujours été reconnue pour sa tolérance et son ouverture».

Le Gouverneur de la Région Toscane n'a pas lui non plus manqué d'exprimer son soutien: «La Toscane que j'aime bat l'ignorance à travers l'inclusion et la beauté".

Cioma, cependant, du haut de ses 1m85, se défend très bien toute seule, et sur ​​sa page facebook, elle écrit: «Fière d'être une livournaise noire".

Fille d'immigrés nigérians (son père est au chômage et sa mère travaille dans une maison de repos), Chioma Ukwu porte avec fierté, dans la ville où elle est née et a grandi, sa couronne de Miss, espérant que cela puisse devenir un tremplin pour une carrière modèle.

"Ce qu'ils disent, ça ne me touche nullement. Je me considère Livournaise comme tout autre. S'ils me jugeait pour mon aspect,  parce que je ne leur plait pas, je les respecterais, mais s'ils me jugent pour mes origines et la couleur de ma peau, je pense que ce ne sont que des ignorants", expliquent la nouvelle Miss Livorno.

Et d'ajouter: «J'ai remarqué que la plupart des commentaires racistes venaient de gens adultes. Ils se plaignent en disant que les jeunesse est brûlée, mais il me semble vraiment que ce soit eux qui sont restés à une mentalité dépassée". 

Elvio Pasca

 

Oumy succède à Désirée Diaw 

Le 20 septembre 2014 les Sénégalais d’Italie s’étaient donnés tous rendez-vous à Brescia pour fêter l’élégance et la beauté du pays de la téranga. Abdou NDAO et son équipe, comme chaque année, organise depuis 5 ans, Miss Sénégal en Italie. 

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Le 20 septembre 2014 les Sénégalais d’Italie s’étaient donnés tous rendez-vous à Brescia pour fêter l’élégance et la beauté du pays de la Téranga. Abdou NDAO et son équipe, comme chaque année, organise depuis 5 ans, Miss Sénégal en Italie. Cette année,  Xelmi Head-Office a porté la barre très haute, en choisissant comme Parrain de l’évènement, Idrissa Sanneh. Premier Sénégalais reporter RAI de télévision  dans le monde du calcio Italien, "Idy", comme l’appellent les Italiens, est un personnage très  connu par les Italiens, grâce au rôle qu’il joue dans l’administration de Juventus de Turin. 

La Marraine était Coumba Khadim Thiam, une dame de classe très calme, reconnue par tous comme un exemple de femme. 

De minuit jusqu'à 6h du matin, 8 filles venues de Rome-Milan-Agrate-Brescia-Firenze-Rimini-Poggibonsi-Prato, disputaient la couronne de Désirée Diaw (Miss Sénégal en Italie 2013), dans une salle pleine comme un oeuf. 

Le jury composé de Luigi Balduini, un professionnel des télévisions Italiennes, de la top-model Sénégalaise ’Eva Thione,  d'Adama Thiam et de Ndeye Binta Samb, a eu toutes les difficultés à sortir une miss et ses deux dauphines, tellement toutes les 8 filles étaient belles et intelligentes. 

C’est à 5h du matin que Abdou Ndao annonce le nom de Oumy Ndaiye (17 ans), habitant à Lumezzane (Brescia), Reine de la 5eme édition de Miss Sénégal en Italie. Ce fut l’apothéose du public. 

La maman de la nouvelle reine de beauté, présente dans la salle, est  montée sur le podium pour féliciter et consoler sa fille qui pleurait de joie. 

Ainsi donc les rideaux  de la 5ème édition sont tombés et cap sur la 6ème édition! 

Ndèye Fatou Seck Wade

Unité et cohésion à l'image du pays! 

La Communauté Camerounaise de Roma-Lazio (CAMROL) est désormais résolument engagée à poser des actes concrets pour lesquels elle s’est assignée, afin de donner une visibilité à ses engagements qui sont ceux d’interpeler tous les Camerounais sans exclusion à participer chacun à sa manière aux projets de Sociétés  que s’est fixés la CAMROL. 

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La Communauté Camerounaise de Roma-Lazio (CAMROL) est désormais résolument engagée à poser des actes concrets pour lesquels elle s’est assignée enfin de donner une visibilité à ses engagements qui sont ceux d’interpeler tous les Camerounais sans exclusion à participer chacun à sa manière aux projets de Sociétés  que s’est fixés la CAMROL. Fini le temps des discours, l’heure est au travail. Un engagement collectif a été mis à l’actif du bureau de CAMROL, quelques semaines seulement après son investissement, avec des actions sociales comme la visite des Camerounais malades et internés à l’Hôpital, ensuite les travaux d’investissements humains au Bureau et à la Résidence de l’ambassadeur du Cameroun en Italie.

Pour cette dernière sortie, la Résidence a été prise  d’assaut et a servi de prétexte pour voir les Camerounais, une fois de plus,

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 rassemblés autour de leur  Président de la Communauté. La foule était immense et très enthousiaste surtout les plus petits accompagnant leurs parents.

Les Camerounais de tous bords ont chacun contribué, à leur manière, à rendre solennel ces journées de travaux manuels, au même titre qu’un jour de fête, avec pour objectif principal de rendre propre la résidence de leur Ambassadeur, le patrimoine de leur pays. 

Il s’agissait là d’élaborer une stratégie pour mener à bien ces travaux qui demandaient une certaine dose d’expertises et de ténacité en la matière. Le déblayage des voies d’accès, le sarclage systématique des zones enclavées, l’entretien du gazon et de la voirie, l’élagage des arbres, la récolte de détritus… ont fait le lot de ce programme d’investissements humains. Rien n’a été pris à la légère. Et tous les Camerounais présents étaient satisfaits du travail fait, en deux jours de dur labeur.

Et, comme de tradition chez les Camerounais, la nourriture sortait de partout. Chacun avait prévu de quoi manger et offrir. Jamais auparavant,  un tel engouement ne s’était manifesté entre les Camerounais, qui étaient fiers des retrouvailles. L’on ne parlait plus de groupe organisé, mais que du Cameroun, dans un élan de patriotisme.

Et, comme de tradition après de telles retrouvailles, les Camerounais s’étaient accordés une pause pour partager un repas en famille avec au menu: grillades de toutes sortes, boulettes de viande hachée accompagnées de pain, beignets de haricots.  La nourriture était à profusion, de même que la boisson: du vin, de la bière, des cannettes de jus de fruits. Le temps était court pour finir tout ce qui était à disposition. Comme dit un adage Camerounais: «Quand il y a un reste de nourriture et de boisson, c’est que la fête a réussi!» Nul ne peut dire le contraire; la fête a bel et bien réussi.

Les Camerounais sont unanimes à collaborer avec le bureau de la Communauté des Camerounais de Roma Lazio, à en juger l’affluence qui a marqué ces deux journées portes ouvertes. Par cette marque de confiance,  le Président Tjol Joseph Franklin a été le premier à être surpris par cette mobilisation. Ce qui lui a permis de rester fidèle à ses engagements, loin de toute forme de démagogies. Une occasion pour lui de laisser entrevoir son sens d’entreprise dont le leitmotiv reste et demeure SERENITE ET RESPONSABILITE dans l’action.

Pour la plupart des Camerounais, cette marque de confiance de la population à leur Président de la Communauté est une preuve que l’Ambassadeur SEM Dominique Awono Essama est le précurseur de la cohésion et de la Paix en Italie.

Dès les prochaines semaines, sera organisée une table ronde, à laquelle les groupes organisés seront interpelés à asseoir une cellule de réflexion, afin de permettre à chaque Camerounais de s’exprimer et de participer à la chose publique et à y apporter sa modeste contribution, par un travail de proximité.

Il est sans doute tôt de juger les actions posées jusqu’ici par la CAMROL, mais il est opportun de mesurer le niveau d’enthousiasme des Camerounais à de grands rendez-vous comme ceux du 26 au 27 Juillet 2014. Une preuve de plus que l’Italie a une particularité, la Cohésion, et que les Camerounais d’Italie sont conscients des enjeux; en cela, ils sont désormais déterminés à faire face aux multiples défis qui les interpellent.

Ils sont tous derrière leur Ambassadeur SEM Dominique Awono Essama qui, à chaque fois, les exhortent à rejeter en bloc tout forme de démagogies, à cultiver et à préserver la paix et l’unité, où qu'ils soient, tant en Italie qu’au Cameroun.

Jean Pierre Etaban

 

Après une quarantaine d'années, une quarantaine sort l'indépendance de sa mise en... quarantaine?

Une quarantaine de Nigérians ont fait à Rome, une manifestation commémorative des Biafrais qui ont été tués par le gouvernement nigérian, pendant la guerre civile entre 1966 et 1970.

altUne quarantaine de Nigérians ont fait à Rome, une manifestation commémorative des Biafrais qui ont été tués par le gouvernement nigérian, pendant la guerre civile entre 1966 et 1970. L'événement tenu le 30 mai 2014, à Piazza Repubblica, a vu la présence des représentants venus de toute l'Italie, qui se définissaient comme appartenant à la population indigène du Biafra.

Les Biafrais d'Italie revendiquent le statut de l'indépendance de la Fédération nigériane! Remise de l'horloge en arrière de 40 ans? Une quarantaine de Nigérians ont fait à Rome, une manifestation commémorative des Biafrais qui ont été tués par le gouvernement nigérian, pendant la guerre civile entre 1966 et 1970. L'événement tenu le 30 mai 2014, à Piazza Repubblica, a vu la présence des représentants venus de toute l'Italie, qui se définissaient comme appartenant à la population indigène du Biafra.

L'objectif de la manifestation était la  commémoration de ce qui a été baptisé comme le "Jour du Biafra: 30 mai".

C'est en effet la date à laquelle, le regretté leader Igbo, Dim Chukwuemeka Odumegwu-Ojukwu, déclara la République du Biafra en I967, disant que le  temps était venu pour les Igbos d'avoir leur propre République.

Il a fallu près de 3 ans au Gouvernement nigérian pour battre brutalement les séparatistes.

Une déclaration publiée par les "Indigènes du Biafra" à Rome, dénonce que plus de "3,5 millions d'inermes civils Biafrais furent massacrés par les Autorités nigérianes", durant la guerre. Depuis la fin de la guerre, l'organisation dénonce également que plus d'un million de civils ont été tués, toujours par les Autorités nigérianes.

Les participants à la manifestation avaient des drapeaux  et des bannières revendiquant l'indépendance du Biafra. Sur certaines des pancartes, il était écrit: "Donnez-nous le Biafra avant qu'ils ne nous exterminent!", "Libérez-nous des fanatiques religieux!", "Le Biafra ou rien!", "La Liberté: c'est tout ce dont nous avons besoin!", etc.

Tous les orateurs qui ont pris la parole à la manifestation revendiquaient l'indépendance du Biafra vis-à-vis du Nigeria. Mathew Ndubueze, coordinateur des "Indigènes du Biafra" a déclaré que les Biafrais ne se sentent pas sécurisés au Nigeria, à cause des attaques infinies et des meurtres perpétrés par le groupe terroriste Boko Haram. Il a également affirmé que les Biafrais étaient "prêts à tout " pour leur indépendance.

"Nous allons tout faire pour rerétablir le Biafra", a dit M. Ndubueze. Et le coordinateur des "Indigènes du Biafra" d'ajouter qu'il y aura des négociations pacifiques  avec le gouvernement nigérian pour l'indépendance du Biafra, précisant cependant d'etre  préparés à la guerre, si les négociations pacifiques échouaient.

"Le Nigeria ne comprend qu'un seul langage: c'est celui de la violence, donc nous sommes prêts à cela", a souligné M. Ndubueze. Et de souligner: "On est prets pour la paix, mais on est prêts pour la guerre".

Stephen Ogongo (Africa News)